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La qualità dell’ambiente riveste sicuramente un ruolo di primo piano per ciò che riguarda la salute umana. È noto che oggigiorno fattori come il particolato nell’aria, il rumore e l’ozono negli strati bassi dell’atmosfera causano danni alla salute di migliaia di persone ogni anno. I risultati di alcune ricerche hanno evidenziato una correlazione positiva tra l’insorgenza di alcune patologie e l’aumento dell’inquinamento ambientale. Da questo punto di vista le città sono state individuate come i principali oggetti di attenzione, in quanto sede del massimo inquinamento.

La crescita dell’urbanizzazione e dell’industrializzazione ha incrementato l’inquinamento ambientale di tipo chimico-fisico. Evidenze sempre maggiori mostrano che l’esposizione ad inquinanti presenti nell’ambiente di vita potrebbe favorire l’insorgenza di neoplasie in una quota non trascurabile della popolazione.

Inoltre, l’inquinamento ambientale sembra giocare un ruolo anche nell’aumentare l’incidenza di effetti sanitari di tipo acuto. Tuttavia, stimare in che misura l’esposizione di breve e di lungo periodo ai livelli di inquinamento misurati nell’ambiente di vita contribuisca a spiegare l’incremento nell’incidenza di effetti acuti e di malattie croniche è alquanto complesso.Le ragioni di tale complessità sono molteplici: le varie forme di inquinamento ambientale sono in genere di bassa intensità, molto variabili nel tempo e nello spazio ed estremamente diffuse. Di conseguenza, le evidenze scientifiche disponibili sono spesso caratterizzate da un elevato grado di incertezza. L’ambiente urbano è una entità territoriale particolarmente critica dal punto di vista della sanità pubblica a causa delle elevate concentrazioni di attività antropiche inquinanti in uno spazio limitato. I cittadini sono esposti, insieme a tutti gli altri organismi animali e vegetali presenti, a miscele di agenti fisici e chimici potenzialmente dannosi. Un posto prioritario spetta senz’altro agli inquinanti atmosferici derivanti in prevalenza dal traffico, ma non bisogna trascurare altri tipi di inquinamento come quello acustico, elettromagnetico, idrico e quello connesso allo smaltimento dei rifiuti.

Secondo un rapporto preparato dall’OMS nel 1999, si stima che i fattori di rischio ambientale per i quali sono disponibili dati di esposizione e di effetti di buona qualità siano responsabili del 5% delle malattie in Europa.

In particolare nelle città, i fattori di rischio principali sono:

  • l’inquinamento atmosferico (fattore che rappresenta una gran parte dei problemi di salute della popolazione, in termini di riduzione dell’attesa di vita, qualità della vita e numero di persone affette); 
  • l’inquinamento da rumore; 
  • l’inquinamento negli ambienti confinati (comprendente Radon, umidità e fumo passivo);
  • recentemente, l’elettrosmog.

Un approccio completamente integrato dovrebbe includere tutte le componenti ambientali, dato che i vari organi (polmoni, fegato, ecc.) non discriminano tra inquinanti provenienti dalle industrie o dalle strade e che la somma di tutte le sorgenti può avere effetti additivi, sinergici o antagonisti.