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ESPOSIZIONE AL RADON, INQUINAMENTO ACUSTICO, ELETTROMAGNETICO

inquinamento

Accanto alle criticità più conosciute delle città (inquinamento atmosferico, traffico, rifiuti), si inseriscono altri problemi la cui percezione da parte dei cittadini è spesso scarsa o nulla.

Si tratta dell’inquinamento legato agli agenti fisici (rumore ed onde elettromagnetiche) e dell’inquinamento negli ambienti confinati (in particolare il radon). L’attenzione a questi temi è cresciuta di recente, a causa della presa di coscienza che l’inquinamento legato a questi fattori può avere effetti sulla salute.

Per ciò che riguarda il rumore, si tratta un indicatore ambientale e sanitario ancora sottovalutato, a causa soprattutto della soggettività della percezione uditiva. Nella vita quotidiana di una metropoli il rumore è un’esperienza comune. La principale sorgente risulta essere il traffico stradale, a questa si aggiungono i locali notturni e di ristorazione situati nei centri storici delle città, le varie attività ricreative (partite, concerti, manifestazioni), le attività artigianali e industriali. Anche se allo stato attuale non esiste alcuna evidenza che il rumore, in particolare da traffico, possa provocare danni all’apparato uditivo, il disturbo sulle popolazioni può essere lo stesso molto significativo per effetti di natura socio-psicologica (disturbo, annoyance). Un clima acustico migliore è dunque un obiettivo comune a molte realtà urbane e la valutazione dell’inquinamento acustico è infatti inserita in numerosi progetti di sintesi di qualità ambientale.

L’interesse verso l’inquinamento elettromagnetico ha assunto negli ultimi anni un’importanza crescente legata ai possibili effetti sulla salute derivanti dalla permanenza prolungata in prossimità di elettrodotti, di emittenti radiotelevisive e di antenne per la telefonia mobile. Il fenomeno comunemente definito “inquinamento elettromagnetico” è legato alla generazione di campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici artificiali, cioè non attribuibili al naturale fondo terrestre o ad eventi naturali, ma prodotti da tali impianti. Le sorgenti di campi elettromagnetici diffuse negli ambienti urbani sono molto numerose sia nell’ambito delle frequenze estremamente basse (ELF: Exstremely Low Frequency), sia nell’ambito delle radiofrequenze (impianti radio televisivi e stazioni radio base). Particolare importanza riveste, in ambito urbano, l’inquinamento domestico. Infatti i vari elettrodomestici producono campi elettromagnetici. Dato il crescente interesse per questo tema si è assistito ad un aumento delle attività di controllo alle frequenze suddette.

Tra i vari agenti inquinanti dell’ambiente indoor deve essere menzionato il radon (222Rn), un gas nobile radioattivo prodotto dal decadimento dell’uranio (238U) e presente nella crosta terrestre. Mentre in atmosfera il radon si diluisce rapidamente, negli ambienti confinati si accumula e, in alcuni casi, può arrivare a livelli di concentrazione tali da rappresentare una fonte di rischio per la salute degli occupanti. L’attenzione verso questo gas deriva dal fatto che l’effetto sanitario legato all’esposizione ad esso e ai suoi prodotti di decadimento consiste nell’aumento di rischio di insorgenza di tumore polmonare. Gli aspetti normativi hanno dunque come obiettivo finale la “riduzione del rischio” ad un livello che può essere considerato “accettabile”.