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LE AREE METROPOLITANE

A partire dalla rivoluzione industriale si è avuta una trasformazione della fisionomia urbana e si è verificata un’espansione delle città in regioni più ampie, con l’assimilazione di centri urbani più piccoli e di zone rurali, la cui popolazione e le cui attività non sono più indipendenti, ma entrano a far parte della funzionalità della città stessa. Si sono così formate delle aree urbane diffuse che si estendono ben oltre i confini veri e propri delle città. Hanno avuto quindi origine le aree metropolitane, aree che si caratterizzano per l’alta densità di abitanti e di attività e per le intense relazioni tra la città centrale, di grandi dimensioni, e i centri minori, relazioni legate non solo allo svolgimento delle attività produttive ma anche determinate dalla fruizione dei servizi di varia natura presenti nella città, comprese le attività culturali e ricreative.

Nonostante l’area metropolitana sia stata definita per legge, stenta ancora a decollare. Permangono infatti grosse resistenze ad accettare questo nuovo ente di governo da parte di Comuni, Province e Regioni. Inoltre tale territorio non coincide con quelli degli enti esistenti e varia nelle differenti realtà. La legislazione statale in materia di aree metropolitane infatti non fornisce specifici criteri per la loro delimitazione, ma si limita a definire quali realtà territoriali possono essere considerate aree metropolitane, ovvero, quelle parti di territorio costituite da una città centrale e da una serie di centri minori ad essa uniti da contiguità territoriale e da rapporti di stretta integrazione in ordine all’attività economica, ai servizi essenziali alla vita sociale, ai caratteri ambientali, alle relazioni sociali e culturali.

Tre i principali fattori da tenere in considerazione per delimitare un area metropolitana: le soglie dimensionali della città centrale e dei centri minori, anche se non esistono limiti universalmente validi e normalmente si fa riferimento agli abitanti e alla relativa densità; la mobilità di persone e cose tra città centrale e centri minori, che può divenire l’elemento discriminante di appartenenza all’area metropolitana; la continuità sul territorio degli insediamenti, elemento importante per poter dare una base territoriale all’ente di governo della città metropolitana.